Sponsorizzare una società o un’associazione sportiva dilettantistica non significa soltanto sostenere il territorio e aumentare la visibilità del proprio marchio. Dal punto di vista fiscale, infatti, la normativa riconosce alle imprese un trattamento particolarmente favorevole, a condizione che l’operazione sia correttamente strutturata e documentata.
Perché conviene sponsorizzare una ASD o una SSD
Le somme corrisposte a favore di associazioni sportive dilettantistiche (ASD) o società sportive dilettantistiche (SSD) sono considerate, entro determinati limiti, spese di pubblicità.
Questo significa che l’impresa sponsor può dedurre integralmente il costo sostenuto fino a 200.000 euro annui, ottenendo un risparmio fiscale immediato ai fini delle imposte sui redditi.
Inoltre, trattandosi di una prestazione pubblicitaria, l’IVA esposta in fattura è normalmente detraibile secondo le regole ordinarie.
Un esempio pratico
Un’azienda che sostiene una sponsorizzazione di 30.000 euro:
- – porta integralmente il costo in deduzione;
- – beneficia della detrazione dell’IVA;
- – trasforma una spesa di marketing in un investimento fiscalmente efficiente;
- – ottiene visibilità sul territorio attraverso eventi, divise, cartellonistica, sito internet e canali social della società sportiva.
Attenzione: la sponsorizzazione deve essere reale
I vantaggi fiscali sono subordinati all’effettiva esistenza del rapporto pubblicitario.
La recente ordinanza della Corte di Cassazione n. 3157/2026 ha ribadito che la semplice fattura non è sufficiente. In caso di controlli, l’impresa deve essere in grado di dimostrare:
- – l’esistenza di un contratto di sponsorizzazione;
- – il pagamento tracciabile del corrispettivo;
- – l’effettivo svolgimento dell’attività promozionale;
- – la presenza del marchio e la reale visibilità ottenuta.
Per questo motivo è opportuno conservare:
- – contratto scritto;
- – fatture e bonifici;
- – fotografie delle divise e dei cartelloni;
- – screenshot di sito internet e social network;
- – materiale promozionale ed eventuali report delle attività svolte.
Quanto paga di tasse l’associazione sportiva?
Le ASD e SSD che applicano il regime agevolato previsto dalla Legge 398/1991 beneficiano di una tassazione particolarmente favorevole.
Imposte dirette
Il reddito imponibile non viene determinato in modo analitico, ma applicando un coefficiente di redditività del 3% ai proventi commerciali.
In pratica, se una ASD incassa 100.000 euro di sponsorizzazioni e altri ricavi commerciali, il reddito imponibile sarà pari a soli 3.000 euro, sui quali verranno poi calcolate IRES e IRAP.
IVA
L’associazione emette fattura con IVA ordinaria ma, grazie al regime forfetario previsto dalla Legge 398/1991, beneficia di una detrazione forfetizzata dell’imposta.
Questo sistema semplifica notevolmente gli adempimenti amministrativi e consente una gestione fiscale particolarmente agevolata.
Il limite dei 400.000 euro
Per mantenere i benefici del regime agevolato, ASD e SSD devono rispettare un limite massimo di 400.000 euro annui di proventi commerciali.
Anche gli incassi derivanti dalle sponsorizzazioni concorrono a tale soglia, motivo per cui è fondamentale monitorare costantemente i ricavi.
Sponsorizzazioni: un investimento che genera valore
Le sponsorizzazioni sportive rappresentano uno strumento che permette alle imprese di:
- – rafforzare la propria immagine sul territorio;
- – sostenere lo sport dilettantistico e le realtà locali;
- – ottenere la piena deducibilità fiscale delle somme investite;
- – beneficiare della detrazione dell’IVA;
- – trasformare un costo pubblicitario in un investimento con un ritorno sia economico sia reputazionale.
Affinché tali vantaggi siano realmente fruibili, è però essenziale che il rapporto sia correttamente impostato sotto il profilo contrattuale, fiscale e documentale.
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