Reso merce e corrispettivi elettronici

Reso merce e corrispettivi elettronici

Reso merce e corrispettivi elettronici. Con l’avvio dell’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi  gli scontrini sono stati sostituiti dal documento commerciale.

Nel commercio al dettaglio, nell’eventualità di un reso merce, entro 30 giorni, si possono presentare due diverse fattispecie:

  • 1.    la sostituzione del bene con un altro prodotto di uguale o di maggior valore
  • 2.    il rimborso integrale del prezzo pagato.

Poiché il corrispettivo afferente il bene reso è comprensivo della relativa quota di IVA incorporata, sarà necessario assicurare che il sistema proposto non incida sull’ammontare dell’imposta che il cedente dovrà versare all’erario.

La sostituzione del bene con un altro prodotto di uguale o di maggior valore

Il commerciante procederà al rilascio a favore del cliente insoddisfatto di un buono-sconto di importo pari al valore della merce restituite da spendere presso lo stesso punto vendita. Lo sconto verrà così annotato sul successivo documento commerciale e tale importo non concorrerà alla formazione della base imponibile, a condizione che l’aliquota relativa al corrispettivo dei beni resi sia la stessa di quella relativa ai beni dati in sostituzione.

Il commerciante avrà cura, in ogni caso, di conservare copia dello scontrino emesso per la merce oggetto di restituzione insieme allo scontrino di chiusura giornaliero del giorno nel quale viene eseguita la sostituzione dei beni resi, in modo da documentare l’operazione in sede di eventuale controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Il rimborso integrale del prezzo pagato

In caso di totale rimborso del prezzo pagato, si configura un’ipotesi di esercizio del diritto di recesso al quale segue la risoluzione, con effetto retroattivo, del contratto di vendita stipulato tra le parti, con il conseguente venire meno dell’operazione imponibile.

In questo caso, il commerciante dovrà rilasciare uno documento commerciale  con la dicitura “rimborso per restituzione vendita” che andrà evidenziato nella chiusura giornaliera del registratore di cassa, per scomputarlo in diminuzione nel registro dei corrispettivi.

La procedura da seguire per la pratica di reso deve in ogni caso consentire all’Amministrazione Finanziaria di ricostruire la vicenda della singola operazione economica.

Pertanto, è sempre necessario conservare il documento commerciale emesso per la restituzione della merce insieme al collegato documento commerciale relativo alla vendita originaria.

Aspetti operativi

Attraverso il registratore telematico è possibile l’emissione di un documento commerciale per reso merce.

Tale documento deve riportare:

  • –    la dicitura documento commerciale per reso merce;
  • –    gli estremi del documento principale, inerente la cessione oggetto di reso

Il documento commerciale a rettifica dovrà essere espresso con segno positivo, anche se concorrerà a diminuire i corrispettivi essendo per sua natura un documento a storno (così come nell’emissione di una nota di credito elettronica non si devono indicare gli importi con il segno “meno”).

L’utilizzo di queste funzioni di reso o annullo si riflette nei dati oggetto di trasmissione telematica, in quanto il tracciato di invio dei dati prevede che il campo “Ammontare”  venga valorizzato con i dati riferiti alle sole vendite (al netto dell’IVA) e senza sottrarre a tale importo l’ammontare di resi e annulli. Per questi ultimi sono previste prevista due sezioni separate , che accolgono l’importo (sempre al netto iva)  riferibile a ciascuna delle due diverse fattispecie. Il campo “Imposta”, invece, è unico e contiene l’IVA relativa agli imponibili al netto dei resi e degli annulli .

Cercando di semplificare, i dati trasmessi, che si ritroveranno nella sezione Corrispettivi del portale “Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, saranno:

  • –    Vendite (pari all’imponibile totale dei documenti commerciali emessi)
  • –    Resi (pari allo storno dell’ imponibile totale dei documenti commerciali di reso emessi);
  • –    Annulli (pari allo storno dell’imponibile totale dei documenti commerciali di annullamento emessi)
  • –    IVA (Iva risultante dallo scorporo dell’imposta dei corrispettivi, al netto dei resi e degli annulli).

Per qualunque chiarimento o necessità, non esitate a contattare lo Studio Lo Torto ( Commercialista Ostia )