Valutazione Convenienza REGIME FORFETTARIO

Valutazione convenienza regime forfettario. Il regime forfettario può risultare particolarmente allettante per i contribuenti, stante le semplificazioni che consente di ottenere, tra cui:

  • –  Determinazione forfettaria del reddito imponibile
  • –  Applicazione imposta sostitutiva di imposte sul reddito, addizionali e Irap
  • –  Semplificazioni in materia di Iva e imposte sui redditi
  • –  Semplificazioni contabili e in tema di adempimenti

Tuttavia la scelta di applicare questo regime ovvero optare per il regime fiscale semplificato, non può limitarsi indistintamente per tutti alla sola valutazione delle agevolazioni che lo caratterizzano,  ma deve fondarsi su l’effettiva valutazione di convenienza che non può prescindere dall’analisi accurata del caso concreto e della situazione specifica del contribuente.

In particolare è necessario tenere conto di tutti quei parametri che possono influenzare l’onere fiscale gravante sul contribuente e che sono dunque determinanti per la scelta.

In particolare occorre tenere conto di:

  • –  Livelli di reddito complessivo
  • –  Presenza di Coniuge e/o figli a carico
  • –  Attività svolta
  • –  Coefficienti di redditività
  • –  Costi effettivamente sostenuti per l’attività
  • –  Oneri previdenziali
  • –  Oneri detraibili
  • –  Anzianità dell’attività
  • –  Oneri deducibili

Al fine di fornire una panoramica su alcune diverse casistiche che possono verificarsi, proponiamo di seguito due casi pratici esplicativi del calcolo di convenienza da effettuarsi in sede di valutazione del regime da applicare, con riferimento a contribuenti svolgenti attività diverse e con situazioni differenti.

CASO PRATICO 1– Contribuente architetto con la seguente situazione:

Procediamo, ora al calcolo del diverso carico fiscale e contributivo, in applicazione dei due differenti regimi, semplificato e forfettario, ipotizzando:

  • –  ammontare complessivo di ricavi pari a €. 35.000
  • –  ammontare complessivo di costi, nell’ipotesi di regime ordinario, pari a €. 7.700 coincidente (per
  • –  semplificare i calcoli) alla percentuale forfettizzata delle spese prevista per il regime forfettario
  • –  contributi previdenziali deducibili, pagati nel corso dell’anno, pari a €. 3.850
  • –  presenza di spese mediche di importo pari a €. 1.182
  • –  non incidenza di addizionali regionali e comunali (per semplificare i calcoli).

CALCOLO REDDITO REGIME SEMPLIFICATO

CALCOLO REDDITO REGIME FORFETTARIO

Dal confronto tra i due regimi, nel caso in questione, risulta una maggiore convenienza per il regime semplificato, il quale comporta un risparmio complessivo di €. 916,62.

Tale risparmio è di natura prettamente fiscale. Infatti, a fronte di un carico previdenziale (contributi Inarcassa) identico, si evidenzia un’imposta netta minore con il regime semplificato, grazie all’operatività delle detrazioni d’imposta:

  • –  detrazione per lavoro autonomo, ex art.13 TUIR;
  • –  detrazione per carichi di famiglia, ex art. 12 TUIR;
  • –  altre detrazioni  (per spese mediche) che, invece, sono precluse ai contribuenti forfettari, soggetti ad imposta sostitutiva.

La convenienza del regime semplificato appare ancora maggiore con livelli di reddito inferiori. Infatti lasciando immutate le altre condizioni (incidenza dei costi, familiari a carico, oneri previdenziali deducibili e altre detrazioni), riducendo i ricavi complessivi ad €. 25.000 avremo:

CALCOLO REDDITO REGIME SEMPLIFICATO

CALCOLO REDDITO REGIME FORFETTARIO

In questo caso la maggiore convenienza per il regime semplificato, è rappresentata da un risparmio complessivo di €. 2.178,04.

Diversamente il regime forfettario diventa conveniente, man mano che ci si avvicina alla soglia dei 65.000 euro di ricavi, come conseguenza del maggiore divario tra l’aliquota sostitutiva del regime agevolato (15%) e le aliquote progressive per scaglioni dell’Irpef del regime semplificato. Ad esempio aumentando i ricavi a 48.000 euro avremo:

CALCOLO REDDITO REGIME SEMPLIFICATO

CALCOLO REDDITO REGIME FORFETTARIO


In questo caso si avrà un maggiore convenienza per il regime forfettario, con un risparmio complessivo rispetto al regime semplificato di € .1.338,11.

Risulta evidente come, per lo stesso contribuente, la convenienza dell’applicazione del regime agevolato possa cambiare al variare di alcuni parametri, quali ad esempio i ricavi presunti, la presenza familiari a carico o di altri oneri detraibili.

CASO PRATICO 2 – Contribuente  idraulico che presenta la seguente situazione:

Andiamo a determinare il diverso carico fiscale e contributivo, legato alla posizione del contribuente in questione, in applicazione dei due differenti regimi, semplificato e forfettario, assumendo:

ricavi complessivi pari all’esempio precedente, ossia €.  35.000
costi complessivi , nell’ipotesi di regime semplificato, pari ad €. 4.900 e (per semplificare) coincidenti alla percentuale forfettizzata delle spese prevista per il regime forfettario
la riduzione del 35% dei contributi Inps gestione Artigiani, nel regime forfettario;
contributi previdenziali deducibili pagati nel corso dell’anno, pari a 3.850 € nel regime semplificato ed €.  2.502 nel forfettario (in conseguenza della riduzione del 35%)
presenza di spese detraibili (sanitarie, istruzione, attività sportive) di importo pari ad €. 2.500
la non incidenza di addizionali regionali e comunali (per semplificare i calcoli)

CALCOLO REDDITO REGIME SEMPLIFICATO

CALCOLO REDDITO REGIME FORFETTARIO

In questo caso a parità di reddito complessivo, pari ad €. 30.100, il regime forfettario consente un risparmio complessivo di €. 3.090,49 rispetto al regime semplificato.

Va tuttavia evidenziato che il risparmio ottenuto più che sul piano fiscale (imposta netta regime forfettario di €. 4.139,70, in luogo di una imposta netta regime semplificato di €. 4.701,79), si gioca sul versante previdenziale, in virtù della facoltà del contribuente in regime forfettario di richiedere la riduzione del 35% dei contributi previdenziali Inps.

Infatti, è sufficiente che questi non opti per la riduzione dei contributi per ragioni legate a valutazioni pensionistiche (o semplicemente dimentichi di presentare la relativa domanda entro il 28 febbraio di ciascun anno), per ridurre notevolmente lo scarto tra i due regimi. In tale circostanza avremo infatti:

CALCOLO REDDITO REGIME SEMPLIFICATO

CALCOLO REDDITO REGIME FORFETTARIO

In tale circostanza la convenienza complessiva del regime forfettario rispetto al regime semplificato si riduce “solamente” ad €. 764,29.

Se poi a quest’ultimo caso ipotizziamo una situazione familiare differente (o variata nel tempo) e che il contribuente presenti coniuge a carico al 100% figlio a carico al 100% e n.2 figli minori di tre anni a carico al 100%, a parità delle altre condizioni avremo:

CALCOLO REDDITO REGIME SEMPLIFICATO

CALCOLO REDDITO REGIME FORFETTARIO

In questo caso, per effetto delle detrazioni, la convenienza passerà addirittura a favore del regime semplificato, con un risparmio complessivo di €. 1.731,29.

La convenienza per il regime semplificato può risultare ancora più marcata se si considera la presenza di eventuali ulteriori oneri detraibili – quali ad esempio spese per interventi di ristrutturazione e risparmio energetico, acquisto di mobili, interessi su mutui, spese universitarie ecc. – in quanto la fruizione delle detrazioni Irpef è possibile solo con tale regime, essendo preclusa invece ai soggetti che operano in regime forfettario.

Concludendo, alla luce degli esempi proposti, possiamo affermare che in virtù delle modalità di funzionamento e calcolo dell’imposta sul reddito, nonché dei contributi previdenziali, non sia possibile né conveniente propendere, a priori, per un regime fiscale piuttosto che per un altro.

Occorre valutare il caso concreto e ponderare le diverse variabili in gioco al fine di fare la scelta fiscale maggiormente conveniente!

Un ulteriore aspetto da considerare è legato alla forfettizzazione dei costi propria del regime forfettario, che non sempre rispecchia la situazione reale e può rendere meno conveniente il regime fiscale agevolato.

Può accadere infatti che i margini effettivamente realizzati siano inferiori alla percentuale forfettizzazione collegata all’attività svolta, a causa di una maggiore incidenza dei costi rispetto al forfettizzato, con la conseguenza che l’applicazione del regime forfettario risulterebbe piò onerosa per il contribuente.

E’ senza dubbio consigliabile richiedere una consulenza preventiva ad un Dottore Commercialista al fine di valutare tutte le variabili in gioco che possono risultare determinanti per la scelta del regime contabile da adottare e che consenta di ottenere il maggiore risparmio fiscale.

 

Per qualunque chiarimento o necessità, non esitate a contattare lo Studio Lo Torto (Commercialista Ostia).